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January 16
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Filmone al Genesis Cinema in lingua originale: I Am Legend! Ispirato all'omonimo libro di Richard Matheson.
Siamo andati io, Jorgen, Tobias, Philipp e John al cinema vicino la nostra facoltà. Da bravi studenti paghiamo 3 pounds invece di 6, quindi approfittiamo ;)
Ecco due pillole di trama: Anno 2012. Robert Neville (Will Smith) è forse l'unico sopravvissuto alla spaventosa epidemia di un virus artificiale, originariamente concepito per combattere il cancro, che ha sterminato il 90% della popolazione mondiale, trasformandone il 9,8% in vampiri (il restante 0,2%, e cioè 12 milioni sono gli immuni) che danno incessantemente la caccia a quest'ultimi. Brillante virologo militare, il Dr. Neville, si è barricato nella sua casa di New York City, costruendovi un laboratorio sotterraneo in cui nottetempo lavora a una cura; solo di giorno può aggirarsi per le strade in cerca di cibo e rifornimenti, dato che gli infetti sono gravemente ustionati dai raggi UV e così rimangono nascosti nel buio all'interno di edifici abbandonati.
Durata: 101 minuti. Genere: Fantascienza. Regia: Francis Lawrence. Cast: Will Smith (Robert Neville), Salli Richardson (Ginny Neville), Alice Braga (Anna), Paradox Pollack (Alpha Guard), Charlie Tahan (Ethan).
Links: Wikipedia (ITA), IMDB (ENG, voto 7.3), Official Site (ENG).
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Differenze rispetto al libro:
- Nel romanzo Neville è un civile, nel film un ricercatore dell'esercito americano.
- Mentre nel film vengono inseriti dei sopravvissuti, nel romanzo originale Robert Neville è davvero l'ultimo uomo sulla Terra, e non esistono altri "immuni" come lui.
- Il romanzo si ambienta a Los Angeles, il film a New York.
- Il cane Samantha (Sam) nel romanzo non fa parte della famiglia di Neville; è un randagio che il protagonista scopre dopo il disastro e da allora spende ogni giorno cercando di guadagnarsi la sua fiducia.
- Nel film, Neville visita le case in cerca di cibo e altre cose utili. Nel libro, invece, Neville cerca soltanto gli infetti, con l'intento di ucciderli nel sonno.
- Nel film gli infetti sono presentati come creature animalesche e assassine, mentre nel romanzo esistono anche infetti più avanzati, capaci di parlare e di ragionare, che progettano di ricostruire il mondo.
- Nel romanzo gli infetti sanno dove vive Neville (a differenza del film) e ogni sera si appostano fuori casa sua e lo intimano ad uscire.
- Le ultime due non le metto per non rovinare il film a chi non l'ha visto, vedetele su wikipedia :)
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TRAILER 1
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TRAILER 2
| January 10
| Ormai ci ho preso gusto, mi sa che scriverò una breve recensione per ogni libro letto d'ora in avanti :) La copertina qui a sinistra è in inglese perché questo è il mio primo libro letto in lingua originale!!
"Op-Center: Giochi di Stato" è il terzo libro della saga Op-Center di Tom Clancy, scritta in collaborazione con Steve Pieczenik. I primi due sono: "Op-Center" e "Op-Center: Parallelo Russia", già letti ovviamente, perché ogni libro fa sempre qualche riferimento ai precedenti e, anche se ai fini della storia non sarebbe indispensabile, io odio non coglierli.
La trama in due parole: Nella Germania unificata violenti gruppi neonazisti scatenano tumulti contro le minoranze. Il governo sembra inerte, ma quando una frangia di estremisti attacca un set cinematografico ad Hannover e compie una strage, prendendo in ostaggio una ragazza americana, il sottosegretario tedesco agli Esteri chiede l'intervento di Op-Center, l'organizzazione americana supersegreta agli ordini di Paul Hood. Le indagini si presentano subito rischiose e problematiche. Intanto negli Stati Uniti cinque omicidi, commessi da bianchi su vittime di colore, danno il segnale che l'intolleranza razziale ha raggiunto livelli di guardia. In un susseguirsi di colpi di scena, gli investigatori di Op-Center scoprono un movimento tentacolare, al cui comando c'è un uomo pronto a tutto pur di conquistare il potere. | January 06 Dall'alto del 2008 finalmente ho trovato un momento per fermarmi!
Dicembre è stato un mese bello intenso, si nota dall'esiguo numero di interventi sul blog ;)
I primi di dicembre (dal 6 al 10) ho fatto il turista con Benedetta e le sue due cugine, che saluto! Classici tour gastronomici nei vari fast food (McDonald, Burger King, Subway, KFC, Chicken Cottage, Best Fried Chicken, Kebabbari, etc etc) e visite nei posti tattici della city (Tower Bridge, varie Square & Circus, Covent Garden, etc etc). Le foto le ho messe quasi in tempo!!
Nel frattempo ho distrutto Tiger, il sistema operativo del mio nuovo Mac. Ho dovuto tenere il pc acceso per 1 settimana dato che non funzionavano più gli utenti e dovevo fare una presentazione per il 13 di Information Retrieval. Fortunatamente è andata bene, per quanto mi riguarda molto meglio della presentazione del Draft di qualche settimana prima. Ho messo online anche una copia delle slides. L'unica nota dolente è stata la dimostrazione del programma, a causa di un tool utilizzato per lo sviluppo non è stata all'altezza delle aspettative. Comunque sia ci siamo meritati un bell'85%, che, considerando il 90% dei precedenti lavori, ci porta ad un 87,5% di voto. :)
Sono uscito dall'aula della presentazione e si può dire che sono volato a casa, l'aereo c'era il giorno dopo di mattina presto! Casa dolce casa etc etc etc.. mi hanno messo subito a lavoro, non ho fatto in tempo a scendere dall'aereo. Fortuna mi sono rilassato un attimo durante il viaggio, visto che, per un guasto al radar dell'aereoporto di pisa, sono atterrato a Genova. :(
Il 18 gita di lavoro a Lugano (Svizzera) con tanto di pranzo offerto in un ristorantino tattico :D
Dal 21 al 24 sono andato con Benedetta a trovare un amico ad Abano Terme, ospitalità da 110 e lode in albergo 4 stelle con tanto di piscina termale e grotta sudatoria comprese!! Ci siamo fatti 3 cene in altrettanti ristoranti fantastici, tra cui il mitico Quinto Elemento, con le pizze fatte di una pasta brevettata e il laghetto interno (essendo dicembre ci siamo visti bene di chiedere un tavolo vicino al laghetto, ma quando è caldo vale la pena)!
Il Natale all'insegna dei parenti.. e qui chiudo, tanto tutti sanno cosa vuol dire :D
Il 26 inaugurazione della casa nuova "d'illeo" a Scandicci, cenetta tra amici featured by Rosso di Montalcino ;)
Subito dopo sono iniziati i preparativi per il cenone dell'ultimo dell'anno, quest'anno abbiamo deciso di fare un menu a basso contenuto di manodopera di realizzo, la nostra cuoca ufficiale lavorava fino a cena (kiss sere!)! Ci siamo detti: "Guardiamo il lato positivo, si lavora meno anche per rimettere tutto a posto dopo"... AH STOLTI! Il 1° gennaio abbiamo fatto nottata a ripulire tutto...
Bon adesso vi saluto, sono a Londra nella mia Howcroft House a preparare un progetto di Financial Accounting per domani mattina... uff
Ciauz December 05 A furor di popolo (anche meno :P) continua l'appuntamento con il vernacolo!! Il post di oggi è dedicato al termine "bischero" :) Bischero: persona poco acculturata e poco furba, che assume atteggiamenti chiaramente poco convenevoli e poco convenienti.
L'origine di questo termine non è chiaro, anche se l'ambiente è chiaramente quello Toscano, da Firenze fino alla maremma.
Per qualcuno deriva dall'organo
genitale maschile, per altri dal cognome d'una antica famiglia fiorentina celebre per gli investimenti finanziari sbagliati, per altri ancora dalla
chiave che regola gli strumenti a corda, per finire con il bischero di padule,
che è quell'arbusto che cresce sulle sponde delle paludi, o dei fossi d'acqua
ferma, che avendo il peso sulla sua estremità, è sempre in continuo ondeggiamento,
per cui ogni piccola ventata lo muove, come il bischero che si lascia convincere dal primo venuto, senza valutare "con la zucca" sulle spalle.
Quindi, anche se usato in maniera scherzosa ed abbastanza colloquiale, significa
stupidotto, scemotto, quando non significhi qualcosa di peggio: dipende
quindi anche dal tono di voce che viene usato, e dal contesto in cui viene
detto.
Dall'aggettivo personale, deriva anche l'aggettivo più relativo ad una situazione
o ad un contesto: quando si commette una bischerata, significa che si è
fatto un qualcosa senza pensarci troppo su, ed il risultato è stato chiaramente
fallimentare, come del resto sarebbe stato lecito attendersi, se solo ci
avessimo pensato un poco prima di agire!
- Andare (o fare qualcosa) a bischero sciolto: essere in preda a comportamento sconsiderato ed esserne pure contenti. (in pratica, si va dietro all'istinto
animale seguendo quello che ci dice il bischero, ovvero il pipi, senza pensarci
su)
- Avere i' bischero pe' i capo: quando la sensazione di cui sopra dura per
più d'un quarto d'ora.
- Avere il quarto d'ora del bischero: ovvero un quarto d'ora di pura, considerata
stupidità.
- Bischeraccio: personaggio bonario, un po' indolente, lento di riflessi.
- La ragione l'è de' bischeri: il fiorentino ama il contrasto, la ragione
se la vuole guadagnare e quindi diffida di chi troppo facilmente gliela
dà.
- Meglio puzzar di prete (o di m***) che di bischero: tutto tranne che passar
da bischero.
- Oscare, 'un fare i' bischero, senno ti mando a scola con la cartella sola
e il desinare no: minaccia per prevenire azioni sconsiderate di tutti gli "Oscari" del mondo.
- Tra bischeri si annusano: e di conseguenza si associano.
- Tre volte bono vol di' bischero: essere troppo buoni rende vulnerabili
- Tutte le mattine s'alzano un furbo e un bischero: se s'incontrano l'affare è fatto: chi trova un bischero trova un tesoro (affaristicamente parlando)
fonte: www.massamarittima.info December 03
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Ebbene si, dopo 759 pagine scritte microscopiche ho finito Uragano Rosso (foto a lato)!!
Spettacolo, avvincente fino alla fine, gli ultimi capitoli mi tenevano incollato al libro. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere strategico-militare/spionaggio/intrighi-internazionali.
Sabotaggi, agguati, missili aria-aria, siluri, campi petroliferi... La missione è occupare, non di pacificare. Clancy ipotizza una guerra possibile.
Il più grande impianto petrolifero della Siberia salta in aria: sabotaggio. Il politburo sovietico decide di attuare il piano segreto denominato Uragano Rosso. Gli occidentali però conoscono le intenzioni dei comandanti dell'Armata Rossa e allora... Una storia complessa, raccontata alla perfezione in un susseguirsi di azioni che si snodano in uno scenario quanto mai reale.
Personaggi principali:
- Colonnello-Generale Pavel Leonidovich Alekseyev, Armata Rossa – Vicecomandante del Teatro
- Comandante (equivalente a capitano di fregata) Edward Morris, US Navy – capitano, USS Pharris
- Comandante Daniel X. McCafferty, USN – comandante, USS Chicago
- Mikhail Eduardovich Sergetov – Membro Candidato del Politburo Sovietico
- Tenente Comandante (eq. capitano di corvetta) Robert A. Toland, III., US Naval Reserve – analista della NSA
- Primo Tenente Mike Edwards, USAF – ufficiale meterologico, Keflavik Air Base
- Capitano Ivan Mikhailovich Sergetov, Armata Rossa – aiutante di campo di Alekseyev e figlio di Sergetov
| December 02
| Ce n'è voluto di tempo eh! Comunque come promesso sono riuscito a mettere le foto sul blog della festa di Halloween e avvenimenti correlati, come la consegna del regalo alla Biba che, causa poste italiane, non era arrivato in tempo.
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Dalle foto si possono notare tre diverse ere geologiche:
- Halloween la festa (vietato ai minori di 18 anni e sconsigliato ai deboli di stomaco)
- Halloween il risveglio (vietato ai minori di 14 anni e sconsigliato ai deboli di cuore)
- Consegna regalo Biba (bambini accompagnati dai genitori)
Commentare le foto sarà un'impresa ardua, per ora accontentatevi delle immagini, poi vedremo :)
Ah! Ricordatevi di accedere con i dati di msn, pulsante in alto a destra (Accedi o Sign in) | November 28 A grande richiesta (grande Sandro!! :D) ecco la seconda puntata dedicata al vernacolo toscano! Dopo ORE e ORE e ORE di ricerche (ma di che!) mi sono imbattuto in altre perle degne di essere condivise :) Termini: - Ammoscarsi: accorgersi di qualcosa, sospettare riguardo qualche fatto, "Lo volevo fregare ma se n'è ammoscato, quindi ho lasciato perdere"
- Asciughino: straccio adoperato in cucina per asciugare.
- Bellico: ombelico.
- Biccio: gonfiore dopo una botta in testa; livido.
- Bollore: caldo, "Bevilo piano, è a bollore".
- Candela: residuo fastidioso del raffreddore, quando il muco scende incontrollabilmente dal naso.
- Chiappa: risultato di un’azione, di un affare economico, andato o molto bene o molto male, "Certo che ha fatto una bella chiappa a sposà quella lì!".
- Chicchi: dolci, tipicamente fatti in casa.
- Chiorba: testa, viene usato l’aggettivo chiorbone, per indicare uno con la testa dura.
- Cilecca: quando una cosa che sta per essere usata non funziona, si dice che fa cilecca.
- Collo: sclamazione che indica stupore, come Accidenti!, "Collo!".
- Curare: essere poco predisposti a sopportare qualcosa, "Non mi toccare i piedi, curo il solletico".
- Farro: sta ad indicare un arto che non viene usato in maniera corretta, o perché stanco o perché malato. Quando uno procede zoppo, si dice che c’ha la gamba farra.
- Ficoso: persona che ha voglia di complimenti, di attenzioni. Ma anche colui che ama essere pregato prima di compiere un’azione.
- Ghenga: dicesi di gruppo non meglio individuato di persone, accomunate da un certo spirito di amicizia o di cameratismo, usata spesso insenso diminutivo o addirittura dispregiativo, perché spesso la Ghega combina delle bricconate. Esempio: sei tornato al barre a ingattatti, te e tutta la ghenga de tu amici, vero? (Trad.: Caro, hai infine deciso di recarti nuovamente al bar, in cerca di un pochino di spirito alcoolico? Spero che tu abbia trovato anche la compagnia di quei simpaticissimi tuoi amici, caro!).
- Gnamo: imperativo presente, prima persona plurale, del verbo andare: significa: “andiamo”.
- Gora: traccia salina che viene lasciata dal sudore sotto le ascelle delle camicie, se è bella grossa si chiama gorata.
- Grandiglione: ragazzo che, ancora in fase di sviluppo, è più alto di quanto dovrebbe alla sua età. Ma può assumere anche significato negativo, allorquando uno grande si approfitta di uno più piccolo.
- Grenno: detto anche moccio, o moccico, è la conseguenza del raffreddore, quello che ti fa venire la candela al naso.
- Imbiffare: significa azzeccare la previsione, ma anche incontrare qualcuno per caso, di non atteso.
- Ingazzurrito: colui che è rinvigorito, o perché ha ripreso coraggio dopo una batosta che lo ha provato, o perché gli è passata davanti una bella figliola che gli ha stimolato i sensi.
- Leppa: paura.
- Malaccio: relativo ad un tumore, o ad una brutta malattia, di cui si evita di specificare il nome.
- Marmato: aggettivo che indica un qualcosa che al contatto risulta essere molto freddo, "Bevi piano, è ghiaccia marmata".
- Martinicca: nei carri agricoli, era la staffa che serviva da freno, posta all’altezza della ruota posteriore. Da questa sua posizione, è nato il detto popolare “È più indietro della martinicca!”, allorquando si voglia sottolineare un ritardo temporale riguardo ad un qualche argomento, tecnico o culturale.
- Mezzo: ubriaco, fradicio. Notare la pronuncia della "e" uguale a quella di stretto (é), diversa dalla "e" di letto (è), che in tal caso vuol dire metà; mentre la "zz" è morbida come in fazzoletto.
- Mia: “I mia” sono i miei genitori, stando i mia per “i miei”. Allo stesso modo, “i tua” sta per “i tuoi”.
- Midolla: mollica del pane, tipicamente sciocca.
- Moccico: muco, che diviene fastidioso in occasione del raffreddore.
- Nana: papera, anatra da cortile, buona per farci le pappardelle.
- Nini: appellativo per l'interlocutore al posto del nome vero, può essere usato con superiorità da chi parla, "Oh nini, non mi prendere in giro".
- Onco: di origine labronico-piombinese, aggettivo che indica profondo disgusto riguardo ad un oggetto, oppure profonda disapprovazione riguardo ad un certo comportamento, "O che giacchetto ti sei comprato? Fa onco!".
- Paga: sonora sconfitta, sia in campo sportivo, sia in altri campi generici, "Ha rivinto la Ferrari: che paga che gli ha dato a tutti quell’altri!".
- Pintare: spingere, "O come è lento? Non va nemmeno se lo pinti".
- Pinzo: quando la zanzara, o altro insetto, punge.
- Poggio: piccolo colle toscano.
- Po po': avverbio rafforzativo, che tende ad aumentare a dismisura la qualità espressa, "Ha picchiato una po po’ di legnata!".
- Pigolo: il pigolo è il verso del pulcino. Prendere pigolo significa riprendere un po’ di forza, oppure il normale svolgimento di una funzione, dopo un periodo di forzato riposo, o magari dopo i postumi di una lunga malattia. Oppure anche un affare andato bene, dopo tanti andati male, fa riprendere un po’ pigolo.
- Puzzitero: luogo caratterizzato da una decisa presenza di cattivi odori.
- Riscontro: corrente di aria creata dall’apertura di una o più porte o finestre in un luogo chiuso, ma anche all’aperto. Viceversa, quando si va a riscontrare qualcuno, significa che si va incontro a qualcuno che ci sta venendo a trovare.
- Rumaiolo: (o romaiolo) oggetto che viene impiegato per rumare, ovvero per rimestare e girare, la minestra ed in generale tutte le pietanze in cucina. È anche detto mestolone, in contrapposizione al nostro mestolino.
- Salaccata: conto salato, prezzo alto che si è dovuto pagare.
- Sbarellare: barcollare; ma anche vaneggiare.
- Scareggio: cosa che non eccelle per qualità. Quando una cosa fa scareggio, fa proprio schifo.
- Sciocco: riferito alla mancanza di sale nel cibo.
- Sciorta: diarrea.
- Sgamare: scoprire, usato quando si scopre qualcuno fare qualcosa di nascosto, "Non ti volevi far vedere, ma io ti ho sgamato!".
- Sgrennare: soffiarsi il naso solitamente in modo poco elegante, vedi grenno.
- Squacquarella: formidabile assonanza ad una repentina quanto irrefrenabile scarica di diarrea con limitate possibilità di controllo, che nei casi peggiori priva il malcapitato di ogni dignità.
- Stracco: molto stanco.
- Strombola: fionda.
- Tocco: l'una del pomeriggio, "O come mai Gino non è tornato, è i' tocco!".
- Tornare: quando si cambia casa, si “torna” nella nuova residenza, "Ho cambiato casa, sono tornato a Siena".
- Traccheggiare: perdere tempo.
- Trasporto: estrema onoranza recata al defunto, portato al campo santo.
- Tribbio: picchiare un tribbio significa sbattere con estrema violenza per terra. Ma un tribbio lo si può prendere anche sul muso, e allora vuol dire che qualcuno ha dato un bel cazzotto in faccia ad un altro. Talvolta il colpo può essere tanto tremendo, che si rischia di rimanere nel tiro, ovvero si rischia di rimetterci la pellancica, ovvero la buccia, ovvero la vitella, ovvero la vita.
- Troiaio: cosa, spettacolo, oggetto, cibo che al gusto non è proprio un gran chè. Di fronte ad una persona malmessa, per motivi di salute passeggeri, ci si può anche affettuosamente rivolgersi nel seguente modo: "Certo che sei un bel troiaio, eh?".
- Troncapettini: aggettivo simpaticamente rivolto a persone che non eccellono per la loro capigliatura, o addirittura praticamente calvi.
- Turarsi: significa coprire parti del corpo, per pudore o per il freddo; da qui deriva il "turo" ovvero il coperchio delle pentole.
- Ugnolo: unghia, più frequentemente riferito agli animali.
- Uscio: porta di una stanza; usato anche per indicare carenze sessuali: "A una cert'ora, un colpo si dà anche all'uscio" (traduzione: lasciata per esercizio al diligente lettore :P). Famoso anche il detto "Strilla come un gatto strinto all'uscio", dal verso che fa il gatto quando gentilmente gli si chiude la porta a mezzo mentre passa.
- Versi: quando si intima a qualcuno: ”gnamo, ‘un fa versi!”, significa chiedergli di smettere di dire o fare le cose per scherzo, chiedendogli insomma anche di fare il serio.
- Zacchera: può essere il residuo fangoso che rimane attaccato alla suola delle scarpe, in generale quando ci si insudicia ci si inzacchera.
- Zebedei: sono gli attributi maschili, detti senza particolare volgarità ed anzi con una certa eleganza. Equivalgono anche ad un paio di zeri.
fonte: www.massamarittima.info
November 27 Giovedì pomeriggio, mentre sono a lezione, mi arriva un sms dal mio amore che sapevo stava gironzolando per Harrods che fa più o meno (ho tolto la parte a luci rosse, siamo in fascia protetta): "Amore troviamoci al centro commerciale di Stratford che devo comprare un po' di cose". Dico: "Boh, è stata in centro finora, perché mai vuole andare in zona 3 est a comprare roba?". Comunque sia appena esco da lezione prendo il terzo 25 che passa (sono pieni come chicchi d'uva a tutte le ore del giorno e della notte) e vado a Stratford. Aspetto 25 minuti perché il mio amore ha la travelcard fino a zona 2 e l'omino della Tube giustamente non la faceva uscire in zona 3, quindi torna indietro fino a zona 2 e prende anche lei un 25 fino a Stratford. Alla fine ci troviamo e andiamo verso il centro commerciale, mi sembra un po' ansiosa ma non so perché, stiamo girando in tondo da 5 minuti quando mi imbatto in Dimy! e poi la Sere! la Marty! Francesco! Manolo! Matte! Enrico! "E allora ci siete tutti!!" Tadaaaaa sopresona!! Mai nella vita me lo sarei aspettato! Da qui a domenica i ricordi sono un po' offuscati dalla Guinness, mi ricordo solo che mi son divertito un casino (come sempre quando siamo tutti insieme)! ;) Baci e abbracci a tutti che sono venuti nonostante le 4 ore di ritardo dell'aereo che hanno rischiato di mandare a monte una così ben riuscita sorpresa! Grazie a tutti! :) Foto a breve! (spero di far prima di quelle di Halloween, ricevute una settimana fa e ancora non ho avuto il tempo, forse domani :))  Cast: Francesco, Enrico, Benedetta, Filippo (io), Dimitri, Serena, Matteo, Martina Foto by Manolo - Tower Bridge - Novembre 2007 November 19 Mille accessi a questo space nei suoi due mesi di vita!!
Ringrazio tutti per il tempo dedicato a questo sito, allora qualcuno ci viene! :)
Allora visto che qualcuno ci viene lasciate un messaggio sul guestbook! L'ho risistemato nel lato sinistro dell'homepage. ;)
Un saluto a chi legge :)
EDIT: quasi dimenticavo, per l'occasione ho cambiato look al sito, che ve ne pare? (solo commenti posivi! ;))
November 18
| Bulgarian restaurant "Arda2"
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| Ieri sera ricca (in tutti i sensi) cena al ristorante bulgaro "Arda2", tra Finsbury Park e Seven Sisters, scovato dal nostro buon amico Boris.
| | Locale molto carino con musica tipica dal vivo, le due cantanti giravano tra i tavoli ad allietare la serata ai commensali con canzoni bulgare di vario tipo, soprattutto ad un tavolo dove c'era un compleanno, tutti ballavano per la sala!
| | Inizio a base di Rakia (liquore tipico bello robusto, vedi sotto :P) e insalata, in Bulgaria si usa così, anche perché uno shot doppio di Rakia a digiuno si fa sentire :)
| | Come secondo io ho preso un "Tatarsko kufte": carne di manzo macinata e speziata fatta a polpetta bella grande ripiena di formaggio fuso con contorno di patate fritte e salsa rossa bulgara. Spettacolare.
| | E sicuramente non siamo morti di sete! Ci siamo fatti fuori 45 pounds di birra "Zagorka" (foto a lato) e una bottiglia di vino bulgaro tanto per gradire.
| | Il conto non è stato di quelli da farci tornare tutte le settimane, ma alla fine ci siamo divertiti e siamo stati bene, l'importante è quello.
| | Alla prossima! :) |
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| November 17 Vivendo a Londra da solo spesso mi capita di entrare in cucina e di non sapere dove mettere le mani.. le idee scarseggiano.. il frigo piange.. al supermercato non si sa mai cosa comprare.. si finisce per mangiare quasi sempre le stesse cose.. Ma da oggi c'è ...... (rullo di tamburi) ....... lo SPAZIO CUCINA! Sul lato sinistro del sitoweb ho messo i riferimenti ad un blog di cucina, utili per scoprire nuove ricette o perfezionare quelle già note :) E per di più aggiornato quotidianamente!!
Buon appetito!
November 16 Prendendo spunto dal link http://www.learnitaly.com/toscano.htm quoto una simpatica rassegna sui dialetti toscani:
Quali sono le peculiarità dei dialetti toscani? Forse il tratto più famoso e più imitato (e sicuramente il più importante) è la cosiddetta “gorgia”, cioè la spirantizzazione (a volte fino al completo dileguo) delle consonanti occlusive sorde /p, t, k/, e in parte sonore /b, d, g/, e delle affricate /tò, dg/ (usiamo fra /…/ i simboli dell’IPA, International Phonetic Alphabet). Facciamo qualche esempio: a Firenze andato diventa andao, a Siena i ceci diventano i scesci (ma la grafia rende solo parzialmente l’effettiva pronuncia!!!). Attenzione, però! La gorgia funziona solo in determinati contesti sintattici: ecco perché chi vuole imitare la parlata toscana e dice a hasa per a casa, in realtà prende un granchio poiché in questo caso la “c” non solo si pronuncia, ma si pronuncia doppia (come se fosse scritto accasa)!!! Tuttavia, la Toscana non è omogenea da questo punto di vista e ci sono zone in cui la gorgia non esiste (per es., la Val di Chiana e il Monte Amiata).
Un tratto comune ai dialetti toscani che riguarda invece il lessico è la tripartizione degli aggettivi e pronomi dimostrativi in questo-codesto-quello, a fronte dello standard italiano questo-quello; la tripartizione si riflette anche sul sistema avverbiale qui-costì-lì e qua-costà-là, fino a formazioni (incredibili per un non-toscano) del tipo costaggiù, costassù. Codesto, costì, costà si riferiscono a una persona, una cosa o un punto nello spazio vicino al nostro interlocutore, cioè la persona a cui stiamo parlando.
Ma passiamo al vernacolo senese in particolare. Oltre a condividere gli elementi toscani generali, la parlata di Siena e della zona limitrofa alla città (ma non corrispondente alla provincia) presenta altri tratti. Dal punto di vista morfologico si nota la persistenza di un sistema arcaico di articoli determinativi (es. 1), la forma –ano per la 3^ persona plurale del presente indicativo dei verbi di tutte e tre le coniugazioni (probabilmente un livellamento in analogia e sulla base della prima coniugazione regolare) (es. 2), le forme degli aggettivi possessivi mi, tu, su per mio/a, tuo/a, suo/a (es. 3), l’uso della 2^ persona singolare anche per la 2^ persona plurale nei tempi dell’imperfetto indicativo e congiuntivo (es. 4):
1) Mi fanno male ll’occhi.
2) I bambini dormano come gghiri.
3) La mi mamma ‘un c’è.
4) C’eri voi alla festa?
Nel senese si ha il raddoppiamento della consonante iniziale di parola dopo parola tronca (con accento sulla vocale finale) e dopo una serie di monosillabi (per es., a, da, tre, etc...) e dopo come se ha valore comparativo (vedi es. 2): vado a ccasa, vengo da tte, vorrei tre mmele. Inoltre, per quello che riguarda la pronuncia, oltre alla famosa gorgia, a Siena la “s” dopo “l”, “r”, “n” diventa “z” (nell’IPA /ts/): insieme si pronuncia inzieme.
November 15 Today Simon, Karthik, Zhu and me had the research paper presentation during the Information Retrieval lecture. The topic was: Combining document representations in known-item search. We had 10 minutes to present the paper we read using slides and, afterward, we answered to our teacher questions about that. Not an amazing performance by me, you know my english is a bit cripply, but basically a good work. :) I uploaded in my skydrive public area a copy of our slides (PDF format). And this is our original paper (PDF format). The next work is the search engine presentation by the end of December. November 14 Si è scatenato un flame sul significato del termine "tegame" nel vernacolo comune. Nearco ha tirato giù il carico da 11 a supporto della sua ipotesi chiamando in causa Wiktionary, fratello minore di Wikipedia, che quoto: -------------------------------
tegame :
- dicesi tegame di ragazza dai modi alquanto disinibiti ed estroversi, specialmente nei confronti del sesso maschile; di animo libertino, il tegame si riconosce oltre che per gli atteggiamenti espliciti (cfr. tegameggiare), anche per l'abbigliamento e l'apparire in genere, volto ad attirare su di se l'attenzione degli esemplari maschi (tra cui i tegamari sono i maggiori esperti).
Esistono diverse tipologie di tegami:
- - tegame volante : tipo ti tegame che si riconosce per
l'abilità di mostrarsi leggiadro nel suo spostarsi da un uomo
all'altro, così come fanno le farfalle di fiore in fiore: non vi si
soffermano per più di un istante, li fanno passare tutti, e
probabilmente vi ritorneranno;
- - tegame cingolato da battaglia : altro genere di tegame :
contrariamente al tegame volante che si libra sul mare di uomini
attirati a se, scegliendo di volta in volta su quale posarsi, il tegame cingolato da battaglia
è un mezzo pesante da assalto, che senza colpo ferire prosegue
imperterrito a macinare tutti coloro che gli si parano davanti, come
uno schiacciasassi o macchina per il silato;
- - tegame invisibile : terzo tipo di tegame, differisce dai
precedenti per la completamente differente apparenza esteriore;
solitamente celato sotto spoglie di ragazza ingenua e timida, non gode
della fama di tegame e opera furtivamente nell'ombra.
voci correlate :
- tegameggiare : dicesi del comportamento tipico del tegame,
che si concretizza in movenze, parole ed abbigliamento atto a
richiamare su di se la maggior quantità di uomini possibile;
- tegamaro : esemplare maschile dalle spiccate capacità di
riconoscere ed abbordare tegami, per cui ha predilezione; conosce le
strategie per avere sempre un parco tegami ben fornito dai cui
attingere a suo piacimento, ed ha la capicità di tirare fuori da ogni
essere femminile tutte le sue attitudini di tegame.
te | ga | me
parola in uso nel vernacolo toscano, specie pisano-livornese; trae
origine nell'immagine metaforica dell'utensile da cucina che le ragazze
di facili costumi richiamano per analogia: il tegame è in acciaio INOX
18-10, per resistere all'usura e alle intemperie, e da esso ognuno può
volendo attingere col proprio mestolo. ------------------------------- penso sia chiara a tutti la parte relativa all'usura e al mestolo :D
comunque l'articolo specifica che l'origine in questo caso è pisano-livornese, quindi magari la sera all'isola d'elba è pieno di tegami per strada, ma da noi a siena ha un altro uso, anche io posso garantire. da qui infatti il detto, quando arriva un gruppo di ragazze non proprio fashion, "Oh! Butta la pasta, i tegami so arrivati!"
A mio supporto cito il rinomatissimo sito www.ilpalio.org che, in una pagina apposita, sostiene quanto segue:
Tegame: ragazza assai brutta. Sinonimo anche di ciospa, catrame o cofano. (mi sto documentanto a dumila!)
e aggiungo per completezza, a suffragio della nostra ipotesi, anche:
Lezzo: persona nervosa.
Attendo commenti :) November 13 Dopo il vernacoliere, l'incendio e il progetto troppo ambizioso è morto anche il mio account di posta elettronica all'università! Contatto subito i guys (aka bofhs, aka mastah) che si occupano delle nostre piccole e misere vite digitali qui in dipartimento riguardo il problema e mi rispondono: "Fixed. (One of the databases had become corrupt; I've restored it from backup.)"
Traduzione: l'abbiamo pestata, fortunatamente avevamo la carta igienica a portata di mano.
Conciso e glaciale, al che gli chiedo se ci può essere la possibilità di aver perso qualche email (sia mai) e in 12 secondi mi risponde: "No. The backlog waits in a queue. The db which was corrupt only recorded which messages you had seen."
Traduzione: nah, quel database non serviva a niente di importante, noi NON perdiamo email. MAI.
Mi sono loggato e c'erano 32 nuove email da leggere... Comunque ora è tutto sotto controllo, thanks Matt ;) Meno male tra mezz'ora torno a casa, se resto qui ancora un po' chissà cosa succede... il laboratorio è alla fermata della metro di Mile End, tra le fermate di Whitechapel sulla District (quartiere di Jack lo Squartatore) e Stratford sulla Central (incendio del villaggio olimpico), sono messo di lusso ;)
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